In Italia il nuovo iPhone

20 06 2009

E’ polemica: prezzi troppo alti

Vodafone e Tim vendono la versione “ricaricabile” a più di 600 e 700 euro: proteste on line. Le caratteristiche del melafonino di ERNESTO ASSANTE

In Italia il nuovo iPhone E’ polemica: prezzi troppo alti
L’ARRIVO del nuovo iPhone è segnato dalle polemiche per i prezzi troppo alti ai quali Vodafone e Tim vendono la versione “ricaricabile” del melafonino, oltre seicento e oltre settecento euro per i due nuovi modelli da 16 e da 32 GB. Prezzi elevati che hanno scatenato già grandi proteste on line.

Che non sia un telefono come tutti gli altri lo abbiamo detto e scritto moltissime volte. Che sia la macchina che, come ha scritto il New York Times, “ha cambiato i telefoni per sempre”, lo abbiamo ripetuto spesso. Eppure, nonostante il successo ottenuto in tutto il mondo, nonostante non ci sia oggi telefono cellulare al mondo che non abbia copiato e in qualche caso superato le sue caratteristiche e le sue funzioni, l’iPhone della Apple, giunto alla sua terza incarnazione, è ancora una macchina sorprendente. Il nuovo iPhone 3G S, che Tim e Vodafone propongono dal 19 giugno sul mercato italiano, è una macchina multimediale nuova, che ha l’aspetto del vecchio iPhone ma un cuore completamente nuovo. Il “cuore” è il nuovo sistema operativo, l’OS X 3.0, che farà la gioia anche dei vecchi possessori del telefono multimediale della Apple, dato che sarà scaricabile gratuitamente on line per chi ha un iPhone e a pagamento (7 euro e 99) per chi ha un iPod Touch, mentre i possessori della prima versione del telefono, quella EDGE e non 3G potranno ottenere ufficialmente l’aggiornamento collegandosi ad iTunes ma non potranno godere di tutte le novità.

Il sistema operativo arriva invece già caricato nei nuovi iPhone, che esteriormente non presentano novità rispetto ai precedenti. Le funzioni nuove sono molte: innanzitutto la velocità, Phil Schiller, il boss della Apple in assenza di Steve Jobs, lo ha presentato come “il più veloce iPhone di sempre”. Ed è vero, rispetto alla macchina precedente la macchina funziona al doppio della velocità e la connettività mobile arriva adesso a 7,2 Mb per secondo HSDPA.

Importante è l’aggiornamento della fotocamera, che arriva adesso a 3 megapixel, con bilanciamento del bianco automatico e tap focus. Come molti si aspettavano c’è finalmente la possibilità di girare dei video, 30 frame al secondo, ma la novità più interessante è che si può fare l’editing dei filmati direttamente sul telefonino, con un semplice tocco della dita, senza dover caricare il filmato su un computer per essere editato con un software specifico.
Migliorano, finalmente, anche le funzioni di messaggistica: adesso è possibile mandare MMS, messaggi multimediali, funzione che con il sistema operativo precedente era impossibile, scelta che era stata criticatissima dagli utenti. E c’è anche la possibilità del tethering, ovvero di utilizzare il telefono come modem per poter collegare il proprio computer a Internet.

Molto divertente è l’integrazione dei comandi vocali, che funzionano sia per gestire le funzioni telefoniche che per quelle dell’iPod, per quelle fotografiche e molte altre che andranno via via scoperte utilizzando la macchina. Basta premere il tasto centrale dell’iPhone, l’unico presente sotto lo schermo, per vedere comparire una nuova interfaccia che accetta i comandi vocali per tutto l’iPhone. La prova che abbiamo fatto ha offerto risposte ambivalenti, i comandi vocali funzionano perfettamente per le telefonate, molta più confusione invece per quello che riguarda la gestione della musica, dove la percentuale di errori è ancora alta.

L’integrazione della voce migliora anche le funzioni del navigatore satellitare, che sfrutterà anche la presenza di una bussola virtuale. Migliorata di molto è la durata della batteria che adesso ha un’autonomia di circa 5 ore se utilizzata in navigazione 3G e di ben 9 ore se si usa un collegamento wi-fi.

C’è finalmente il “copia e incolla”, che consente di spostare pezzi di pagine web e integrarle nelle mail, ad esempio. E c’è, soprattutto, una funzione di ricerca “globale”, in tutto l’iPhone, che diventa essenziale quando si hanno molti contatti, molti messaggi, molte applicazioni, molta musica.

Il nuovo iPhone, insomma, è una gran bella macchina, un piccolo computer tascabile che si pone nuovamente all’avanguardia rispetto ai concorrenti, non solo per le moltissime funzioni che ha e quelle che può avere con le applicazioni da scaricare (fino a 170 applicazioni sui 32 giga del modello più capiente), ma che resta indubbiamente più “cool” di tutti i suoi avversari.
Le dolenti note arrivano con i prezzi: sia Tim che Vodafone mettono in commercio le macchine “libere”, alle quali si può abbinare una ricaricabile, a 619 euro per il modello da 16 giga e a 719 euro per il modello da 32 giga. Invariati restano i prezzi degli iPhone 3G, a 499 e a 569 euro.

Vodafone offre il nuovo iPhone 3G S per tutti i clienti privati a partire da 69 euro per la versione da 16GB o 129 euro per quella da 32GB, a seconda del piano abbonamento scelto (con canoni mensili da 9 a 150 euro). Anche Tim propone i telefoni a prezzi che variano da 69 euro per il modello da 32GB e un abbonamento da 180 euro mensili, a 269 euro (per il modello da 16GB e rate mensili da 15 euro).
Immediate le polemiche per i prezzi elevati dei nuovi modelli ai quali la Vodafone risponde “La politica di Vodafone non è di realizzare margini sulla vendita dei terminali ma di ampliare al massimo la disponibilità di prodotti che hanno accesso a servizi innovativi come mobile internet e social networking”.

source:repubblica





Information R/evolution

18 06 2009

Ed ecco a voi un’altra perla del Professor Wesch…





Dulcis in fundo….

17 06 2009

Dopo aver parlato del podcasting, volevo soffermarmi e riflettere su tutto quello che io e i miei colleghi abbiamo realizzato e facciamo tesoro di questo laboratorio:grazie al web 2.0 migliaia di informazioni vengono utilizzate e scambiate in tempi istantanei permettendo di interagire su diversi ambienti di lavoro.Il web e’ diventato un luogo scambio di persone, una rete vasta dove tutte il mondo ineragisce senza barriere temporali e spaziali….
Volevo lasciarvi con un video ch tempo fa’ abbiamo visto durante le ore di laboratorio:
LA MACCHINA CI STA USANDO





Come registrare e pubblicare un podcast

17 06 2009

Eccoci qui di nuovo!!!
Stasera ci serviremo di un ambiente di social network 2.0, fin ora mai usato, per spiegare come registrar pubblicare un podcast…
Le slides spiegheranno step by step come fare…
Buon divertimento





Qualche video non fa male!!!

10 06 2009

Ragazzi vi posto qualche video su alcune spiegazioni del podcasting (anche se sono in inglese!!!)….

Ecco qui il primo……





10 06 2009

GLOSSARIO

GLOSSARIO DEI TERMINI TECNICI DEL PODCASTING

1.Feed
1.1 A cosa serve l’xml
1.2 I tag
2. RSS really simple syndication
2.1 Fruizione di un feed RSS
2.2 Come viene interpretato un documento RSS
2.3 Feed reader
3. Streaming
3.1 Tipi di streaming
3.2 Streaming on demand
3.3 Streaming live
4. Broadcasting

1.Feed
Il feed è un’unità di informazioni formattata secondo specifiche (di genesi
XML) stabilite precedentemente. Ciò per rendere interoperabile ed
interscambiabile il contenuto fra le diverse applicazioni o piattaforme.

L’XML, acronimo di eXtensible Markup Language, ovvero «Linguaggio di
marcatura estensibile» è un metalinguaggio creato e gestito dal World Wide
Web Consortium (W3C), e più precisamente dal presidente di tale
“consorzio”, Michael Sunshine. È una semplificazione e adattamento
dell’SGML, da cui è nato nel 1998, e permette di definire la grammatica di
diversi linguaggi specifici derivati.

1.1 A cosa serve l’XML
Rispetto all’HTML, l’XML ha uno scopo ben diverso: mentre il primo è un
linguaggio creato principalmente per la descrizione e la formattazione di
pagine web e, più in generale, di ipertesti, il secondo è un meta linguaggio
utilizzato per creare nuovi linguaggi, atti a descrivere documenti strutturati.
Mentre l’HTML ha un insieme ben definito e ristretto di tag, con l’XML è
invece possibile definirne di propri a seconda delle esigenze.
L’XML è oggi molto utilizzato anche come mezzo per l’esportazione di dati tra
diversi DBMS.

1.2 I tag
L’XML, come l’HTML, utilizza dei marcatori, detti tag, per assegnare una
semantica al testo. L’XML è molto rigido sulla sintassi da seguire rispetto
all’HTML ed è pertanto necessario rispettare alcune regole: i tag non possono
iniziare con numeri o caratteri speciali e non possono contenere spazi; i tag
devono essere bilanciati, ovvero non sono consentiti errori di annidamento,
ad esempio:
<rubrica>
<nome>Mario</nome>
<cognome>Rossi
</rubrica>

2. RSS really simple syndication
RSS (acronimo di RDF Site Summary ed anche di Really Simple Syndication)
è uno dei più popolari formati per la distribuzione di contenuti Web; è basato
su XML, da cui ha ereditato la semplicità, l’estensibilità e la flessibilità.
RSS definisce una struttura adatta a contenere un insieme di notizie, ciascuna
delle quali sarà composta da vari campi (nome autore, titolo, testo, riassunto,
…). Quando si pubblicano delle notizie in formato RSS, la struttura viene
aggiornata con i nuovi dati; visto che il formato è predefinito, un qualunque
lettore RSS potrà presentare in una maniera omogenea notizie provenienti
dalle fonti più diverse.
RSS è un formato per la distribuzione di contenuti sul Web. Fu lanciato per la
prima volta da Netscape. Si trattava di un formato derivato da RDF (un
linguaggio generico per rappresentare informazioni su Web) per la gestione
dei contenuti del portale My Netscape Network: il formato permetteva la
visualizzazione sul portale di headline e link relativi a notizie pubblicate su
altri siti e rese disponibili attenendosi a specifiche ben precise. Fu subito un
grande successo: in breve, centinaia di fornitori di contenuti aderirono
all’iniziativa e il portale My Netscape poté beneficiare di una vasta raccolta di
notizie a disposizione dei propri utenti registrati.
Nel frattempo, lo stesso formato (e le sue variazioni successive) fu adottato
progressivamente dalla comunità dei blogger: i post di un blog potevano
essere facilmente esportati in RSS, in modo da essere resi disponibili a servizi
di raccolta di contenuti. La popolarità dei blog è forse una delle ragioni
principali del successo di RSS: migliaia di weblog iniziarono a produrre
contenuti in RSS e iniziarono a proliferare siti che raccoglievano una selezione
di post dai blog più seguiti (i cosiddetti blog aggregator) e programmi per
fruire i contenuti di un blog direttamente sul proprio desktop o su altri
dispositivi (RSS reader).
Oggi RSS è lo standard de facto per l’esportazione di contenuti Web. I
principali siti di informazione, i quotidiani online, i fornitori di contenuti, i blog
più popolari: tutti sembrano aver adottato il formato RSS. Gli utenti possono
oggi accedere a migliaia di feed RSS: alcuni siti (directory) raccolgono i
riferimenti agli innumerevoli feed RSS disponibili sul Web.

2.1 Fruizione di un feed RSS
La fruizione di un documento RSS è un processo molto semplice. Le modalità
più diffuse sono due: attraverso appositi software che interpretano un feed
permettendo agli utenti di visualizzarne i contenuti, o integrando i contenuti
del feed all’interno di un sito Web.

2.2 Come viene interpretato un documento RSS
Un’applicazione in grado di interpretare un documento RSS ne effettua il
parsing, ovvero una scansione del documento che individua i tag e isola i
diversi elementi, per poi convertire i contenuti decodificati nel formato utile
all’obiettivo: ad esempio un feed reader può estrarre i titoli di tutti gli
elementi item per visualizzare la lista degli articoli di un giornale online,
mentre un aggregatore Web può estrarre i contenuti del feed per convertirli
in linguaggio HTML e incorporarli all’interno delle proprie pagine.

2.3 FEED READER
Un feed reader è un programma in grado di effettuare il download di un feed
RSS (è sufficiente che l’utente indichi al programma l’URL del feed),
effettuarne il parsing e visualizzarne i contenuti in base alle preferenze
dell’utente.
Spesso i feed reader sono dotati di funzionalità avanzate; ad esempio sono in
grado di rilevare automaticamente se il produttore del feed ha effettuato
aggiornamenti al feed stesso, effettuandone il download a intervalli di tempo
regolari. In questo modo l’utente può essere informato quasi in tempo reale
quando un sito è stato aggiornato, un po’ come avviene per le pagine web
del browser Opera, aggiornabili – con un apposito comando – secondo una
preordinata scansione temporale. Il browser Opera integra, dalla versione
8.0, un ottimo feed reader.
Ci sono molti feed reader in circolazione: alcuni sono applicazioni standalone,
altri funzionano come plug-in all’interno di altri programmi (ad esempio
plug-in per programmi di posta elettronica o browser Web). Altri sono
applicazioni in grado di convertire un feed RSS in una serie di post in formato
leggibile dai più popolari newsreader (come, ad esempio, Mozilla
Thunderbird, Forté Agent, …): un esempio di questi software è nntp//rss,
oppure RSS Feed Converter uno script per il popolare mail-newsserver
Hamster.
Esempi di feed reader stand alone sono, invece, FeedReader, software libero
(distribuito con licenza GNU GPL) per piattaforme Microsoft Windows, oppure
Liferea, per le piattaforme GNU/Linux. Nella parte sinistra dell’ interfaccia è
mostrato l’elenco dei feed impostati dall’utente; nella parte in alto a destra
l’elenco dei singoli contenuti del feed selezionato; nella parte principale
l’intero contenuto testuale di un articolo. Alcuni feed reader, come ad
esempio RssFeedEater, un programma shareware per Windows, permettono
anche di inviare via mail o di scrivere su un blog le informazioni ricevute dai
feed.
Ci sono poi lettori di feed con molte funzionalità aggiunte: GreatNews
permette di aggregare anche i commenti all’interno del post (sui blog che
rendono disponibili i commenti via RSS).

3. Streaming
Il termine streaming identifica un flusso di dati audio/video trasmessi da
una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica. Questi dati
vengono riprodotti man mano che arrivano a destinazione.

3.1 Tipi di streaming
Sostanzialmente esistono due tipologie di streaming:
1. STREAMING LIVE
2. STREAMING ON DEMAND

3.2 Streaming on demand
I contenuti audio/video sono inizialmente compressi e memorizzati su un
server come file. Un utente può richiedere al server di inviargli i contenuti
audio/video. Non è necessario scaricarli per intero sul PC per poterli
riprodurre: i dati ricevuti vengono decompressi e riprodotti pochi secondi
dopo l’inizio della ricezione. Questo ritardo serve a creare un polmone per
rimediare a ritardi o microinterruzioni della rete. Di questo tipo sono i flussi
streaming di Real Video e Real Audio, Windows Media Player, QuickTime
Flash Video (Youtube).

3.3 Streaming live
Simile alla tradizionale trasmissione radio o video in broadcast. Anche in
questo caso i dati sono trasmessi utilizzando opportune compressioni per
alleggerire più possibile il carico sulla rete. La compressione dei contenuti
introduce nel flusso un ritardo di circa dieci secondi. Nel campo dello
streaming live, di solito, questo ritardo non costituisce un problema.
Iscriversi ad un podcast permette all’utente di ottenere file che possono
essere riprodotti anche off-line, e di disporre di una grande quantità di fonti
da cui attingere. Al contrario il broadcast offre una sola trasmissione alla
volta, e obbliga ad essere sintonizzati ad una determinata ora.
L’ascolto di audio in streaming su internet può eliminare l’obbligo di
sintonizzazione in un determinato momento dato dalle trasmissioni
tradizionali, come accade nel caso del video/audio on demand, ma offre
comunque una sola risorsa alla volta ed obbliga l’utente ad essere connesso
ad internet durante la riproduzione del file. La capacità di ricevere
automaticamente pubblicazioni da fonti multiple è proprio uno dei punti di
forza che distinguono il podcasting dalle trasmissioni tradizionali, e dalle
trasmissioni in streaming.
Nonostante i programmi in streaming – alla stregua delle trasmissioni radio
tradizionali – possano essere più o meno facilmente registrati dal ricevente, la
loro natura transitoria li distingue nettamente dai programmi podcast, che
invece arrivano già in formato compresso sul proprio computer (è la stessa
differenza che c’è tra ascoltare un brano alla radio e scaricarlo in mp3):
questa rappresenta una diversità considerevole anche da un punto di vista
legale, ed ha, infatti, suscitato accese polemiche.

4. Broadcasting

Per broadcasting (o con l’obsoleto termine italiano radioaudizioni
circolari) si intende la trasmissione di informazioni da un sistema
trasmittente ad un insieme di sistemi riceventi non definito a priori.
L’esempio più classico è costituito da un trasmettitore radio di grande
potenza e da un gran numero di ricevitori montati nelle automobili o nelle
case. In questo caso, tutti i ricevitori situati nell’area di copertura del
trasmettitore riceveranno il segnale, e il trasmettitore non potrà sapere
esattamente con chi ha comunicato.
La trasmissione broadcasting è unidirezionale. Le informazioni sono inviate
dal trasmettitore ai ricevitori, senza canale di ritorno e senza sicurezza che le
stesse riescano ad essere consegnate.
In opposizione alle comunicazioni broadcasting, ci sono le comunicazioni
point to point o bidirezionali.
Nel mondo della radio e nella televisione, il termine broadcasting indica anche
il livello di qualità richiesto per trasmissioni commerciali a grande diffusione, e
gli strumenti professionali utilizzati per ottenerlo.
Nelle reti di calcolatori, il termine ha un significato simile: un pacchetto
inviato ad un indirizzo di tipo broadcast verrà consegnato a tutti i computer
collegati alla rete (ad esempio, tutti quelli su un segmento di rete ethernet, o
tutti quelli di una sottorete IP).





Ma cos’è di preciso?

10 06 2009

podcasting(2)

Pioniere e “padre creativo” di questo nuovo genere di broadcasting digitale è un volto noto della tv, Adam Curry, americano cresciuto in Olanda, ex celeberrimo veejay di Mtv con una segreta – e ora del tutto manifesta – passione per la tecnologia. Nell’estate del 2004 Curry si è messo in testa di fare uno show radiofonico che fosse fruibile via Internet attraverso il suo weblog (http://live.curry.com). Detto fatto. Con l’aiuto di qualche amico blogger ha messo a punto un software (battezzato iPodder e già scaricato gratuitamente da 500mila internauti) che consente di distribuire contenuti audio (che siano compilation di brani musicali, talk show, chiacchierate o monologhi registrati) direttamente su qualsiasi computer e, da qui, automaticamente, su qualsiasi lettore Mp3 (quindi non solo iPod, il lettore di musica portatile di Apple da cui deriva il nome di podcasting: iPod + broadcasting ). “Podcasting” è un termine ispirato al famoso iPod realizzato e prodotto da Apple, un lettore audio digitale portatile che permette agli utenti di scaricare i file direttamente dal computer direttamente sul supporto per poi ascoltarlo successivamente. Il termine in realtà è solo ispirato a quello dell’iPod perché di fatti indica più ampiamente la combinazione di hardware e software che offrono insieme la possibilità di scaricare e ascoltare audio digitale da ascoltare quando l’utente ne ha tempo e voglia. Al contrario della tradizionale radio o gli altri media webstreaming, il podcast permette, a chi ascolta, il controllo totale di ciò che si sta ascoltando. Il podcasting utilizza la tecnologia RSS (Real Simple Syndication), differente dal broadcasting e webcasting nella maniera in cui sono trasferiti i contenuti audio. Anziché inviarli ad un central audio stream, sono inviati direttamente sull’iPod o su di un lettore mp3, invece il broadcasting , che è un sistema unidirezionale trasmette informazioni da un sistema trasmittente ad un insieme di sistemi riceventi non definito a priori, l’esempio più classico è un trasmettitore radio di grande potenza e un gran numero di ricevitori montati nelle automobili o nelle case. In questo caso, tutti i ricevitori situati nell’area di copertura del trasmettitore riceveranno il segnale, e il trasmettitore non potrà sapere esattamente con chi ha comunicato. In rete ci sono vari documenti e articoli sempre nuovi dove descrivono come nasce, si sviluppa, il fenomeno del podcasting. Più che di un’invenzione, parlare del podcasting e come parlare della “scoperta dell’acqua calda”, nel senso che non si è fatto altro che mettere insieme due concetti ben conosciuti e già ampiamente collaudati, mp3 e il feed rss. I siti che hanno al loro interno dei file mp3, esistono dall’invenzione dell’ mp3 stesso, così come i feed rss, utilizzati nei siti di news e simili. Non si è fatto altro che metterli insieme per comunicare delle informazioni testuali (cosa che si faceva nei feed rss) per mezzo di mp3 pronti da scaricare.





Definizione del podcast

31 05 2009

Da una prima ricerca potremmo definire il podcast nel seguente modo:

Il podcasting è un sistema che permette di scaricare in modo automatico documenti (generalmente audio o video) chiamati podcast, utilizzando un programma (“client“) generalmente gratuito chiamato aggregatore o feed reader.

Cercheremo successivamente di spiegare e di dare dei cenni storici sulla storia del Podcast analizzando i vari aspetti…

Intanto per gli appassionati consiglio di visitare la pagina di Alberto Pian, uno studioso del podcasting

Ecco qui il link

Ciao e alla prossima..





Si comincia

28 05 2009

images

 

Eccoci qua ragazzi,

Il podcasting sarà il mio argomento trattato insieme ai miei “compagni di bordo” Giusy Asaro, Angela Caspenella, Alessandro Vona e Caterina Salamone……….

Spero di fare un buon lavoro!!!!!!!

Alla prossima





Microsoft stucca 23 vulnerabilità

15 04 2009

Sganciato il più pesante carico di patch degli ultimi sei mesi.

Dopo l’abbuffata di cioccolato pasquale, agli amministratori Windows attende adesso una meno piacevole abbuffata di patch. I bollettini di sicurezza pubblicati questo secondo martedì del mese da Microsoft sono infatti 8, e nel complesso correggono ben 23 falle.

Dei succitati bollettini, 5 hanno un livello di rischio critico, 2 importante e uno moderato. Cinque bollettini riguardano Windows, uno Internet Explorer 6 e 7, uno Excel 2000-2007 per Windows e 2004-2008 per Mac, e uno Internet Security & Acceleration Server (ISA) e Forefront Threat Management Gateway.

Tutte le vulnerabilità classificate da Microsoft di livello critico possono essere potenzialmente sfruttate per eseguire del codice a distanza. In particolare, per 6 di queste debolezze esiste già un exploit pubblico, e per le altre 7 Microsoft afferma che la probabilità che qualcuno crei un exploit è elevata.

Tra le falle considerate più pericolose dagli esperti vi sono quelle di Excel, WordPad, e Internet Explorer. Una tabella che sintetizza le vulnerabilità o fornisce un quadro del fattore di rischio è fornita qui da Internet Storm Center.

source:punto informatico








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